Behind the Curtain
Mario Amura
Sorrento 2009
Un gruppo di ragazze in abiti di scena attende che si alzi il sipario. Nei gesti, nelle posture, nel modo di aspettare affiora ancora l’età infantile, con la sua naturale oscillazione tra concentrazione e gioco. Mario Amura fotografa questa scena nel 2009, durante un saggio della Scuola di Danza Classica di Gena Pinto di Torre Annunziata. La documenta per oltre quindici anni, durante una frequentazione che ha definito uno speciale equilibrio tra chi fotografa e chi viene fotografato. Ciascuno ha imparato dove stare, conosce l’ordine delle cose, e nessuno più alza la testa per riconoscere dove si trova l’altro. L’immagine nasce dentro questa confidenza.
Il tempo di esposizione disegna insieme alla luce, alcune figure restano ferme abbastanza a lungo da acquistare consistenza; altre si spostano, i contorni si fanno incerti, i profili affiorano a gradi diversi di intensità. Il pensiero può andare a Degas, al suo amore per il mondo della danza osservato nelle fasi della preparazione, quando il corpo non è ancora consegnato alla perfezione della rappresentazione. Ma la luce di Behind the Curtain ha una gravità diversa: lascia emergere alcuni volti e ne trattiene altri nel fondo, secondo una relazione con l’ombra che appartiene a una memoria più antica della pittura e che può ricordare Rembrandt.
Quello che rende singolare questa fotografia è la coincidenza tra il suo soggetto e il modo in cui l’opera lo rappresenta. Le ragazze stanno vivendo un’attesa, e l’attesa è esattamente ciò che il tempo di esposizione trattiene. Non c’è scarto tra quello che accade davanti all’obiettivo e quello che accade dentro la macchina: i secondi che passano di là dal sipario sono gli stessi che si depositano sulla lastra.
Serafino Murri